Digiuno Intermittente: di cosa si tratta?
È davvero necessario fare 3 pasti al giorno e 2 spuntini per perdere peso e mantenersi in salute?
Dalle più antiche testimonianze storiche dell'antica Grecia traspare la profonda convinzione nell'efficacia del digiuno. L'astensione regolare dal cibo è il rimedio terapeutico più antico e diffuso al mondo e lo si pratica quasi in ogni cultura e religione sulla terra. Il digiuno è una tradizione millenaria che ha superato la prova del tempo arrivando fino ai giorni nostri.
In chiave moderna il digiuno controllato, ovvero il digiuno intermittente, fa riferimento a periodi normali di nutrizione che vengono regolarmente intervallati da periodi di astensione dal cibo.
La durata di ciascuna delle 2 fasi è variabile ed esistono diversi protocolli di digiuno intermittente che si possono applicare. Per esempio esiste il protocollo giornaliero 16/8: la fase di digiuno dura 16 ore e la fase di alimentazione è prevista nelle altre 8 ore; oppure si può applicare lo schema settimanale 5/2: nell’arco della settimana si mangia normalmente per 5 giorni e nelle altre 2 giornate si applica il digiuno totale. I 2 giorni di digiuno non devono essere necessariamente consecutivi, possono essere separati a seconda delle esigenze. Non esiste un protocollo di digiuno intermittente migliore di un altro. Il protocollo migliore è sempre quello che il paziente riesce ad applicare nei suoi ritmi di vita scegliendolo con il suo nutrizionista di riferimento il cui compito è quello di bilanciare in modo corretto la fase di nutrizione e la fase di digiuno.
Seguire un’alimentazione sana durante la fase di nutrizione è fondamentale:
● Consumare, preferibilmente, cibi integrali (es. pasta, pane, cereali in chicco);
● Limitare il consumo di zuccheri semplici e di cereali raffinati;
● Aumentare il consumo dei grassi “buoni” (es. olio EVO, frutta secca, avocado)
● Ridurre il consumo dei grassi artificiali contenuti principalmente negli alimenti confezionati;
I benefici del digiuno dimostrati sono molteplici
● Favorisce la salute cardiaca;
● Favorisce processi utili alla longevità;
● Favorisce la riduzione dei livelli ematici di colesterolo;
● Favorisce la perdita di grasso e non causa perdita di massa muscolare;
● Migliora la sensibilità delle cellule all’insulina riducendo il rischio di ammalarsi di diabete di tipo II
Dunque, possiamo affermare con sicurezza che mangiare di meno e/o mangiare più raramente, apporta benefici alla salute e può giocare un ruolo anche importante per quanto riguarda la prevenzione di molte patologie. Chi decide di seguire il digiuno è però sempre bene che lo faccia con un’adeguata supervisione e non applichi da solo una forte restrizione energetica senza essere aiutato da un professionista.





