Pre-Diabete: di cosa si tratta e come intervenire
Il diabete mellito è una malattia nella quale si riscontrano livelli elevati di zucchero (glucosio) nel sangue in conseguenza del fatto che l’organismo non risponde più al rilascio da parte del pancreas dell’ormone insulina.
Le forme più frequenti di diabete mellito sono il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2. Circa il 90% della popolazione diabetica è affetto da diabete di tipo 2 ed è correlato al sovrappeso e all'obesità di bambini, adolescenti e adulti.
Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune caratterizzata dalla distruzione delle cellule del pancreas e da un deficit assoluto di insulina. È una condizione di non ritorno che si manifesta in soggetti geneticamente predisposti. In questi casi la terapia insulinica è salva-vita ed è l’unica cura possibile.
Il diabete di tipo 2 è invece una malattia su cui si può tempestivamente intervenire prima che diventi tale. Esiste infatti una condizione di pre-diabete in cui i livelli di glucosio nel sangue sono troppo elevati per essere considerati nella norma ma non tanto da essere classificati come diabete. Si parla di pre-diabete quando il livello di glucosio nel sangue a digiuno è compreso tra 100 mg/dl (5,6 mmol/l) e 125 mg/dl (6,9 mmol/l) oppure se il livello di glucosio nel sangue 2 ore dopo un test di tolleranza al glucosio è compreso tra 140 mg/dl (7,8 mmol/l) e 199 mg/dl (11,0 mmol/l.
Intervenire in modo tempestivo nella fase di pre-diabete con una perdita di peso del 5-10% attraverso una strategia dietetica e con l’attività fisica consente di ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.
L’intervento nutrizionale va personalizzato sulle esigenze del paziente e dovrebbe:
- Garantire ad ogni pasto un corretto bilanciamento fra carboidrati, proteine, grassi e fibre
- Prevedere un consumo moderato di frutta <150-200 gr/die (preferendo frutti a basso contenuto di fruttosio) e un buon consumo di verdure ai pasti principali
- Introdurre senza paura i grassi buoni dell’alimentazione: olio extra vergine, frutta secca, avocado, uova
- Prevedere un buon apporto proteico giornaliero (almeno 1,2-1,5 gr /Kg di peso corporeo) e una riduzione dell’introito glicidico giornaliero (< 40% delle calorie giornaliere totali)
Inoltre iniziare il pasto a ritroso con una porzione di verdura (preferendo quelle crude e quelle amare per consentire una corretta funzionalità epato-biliare), a seguire consumare la porzione di proteine ed infine quella dei carboidrati è un’ottima strategia per regolare i livelli di glicemia del pasto.
Il diabete di tipo 2, un tempo raro fra bambini e adolescenti, è diventato più comune e curare fin da subito l’alimentazione dei più piccoli risulta essenziale per evitare lo sviluppo di sovrappeso e obesità e quindi predisporre il corpo allo sviluppo del diabete di tipo 2.





