Rischio cardiovascolare, è solo colpa del colesterolo?
Le malattie cardiovascolari costituiscono ancora oggi in Italia uno dei più importanti problemi di salute pubblica essendo tra le principali cause di invalidità e di mortalità. Rientrano in questo gruppo le più frequenti patologie di origine aterosclerotica, in particolare: le malattie ischemiche del cuore (infarto acuto del miocardio e angina pectoris) e le malattie cerebrovascolari (ictus ischemico ed emorragico). Chi sopravvive a una forma acuta diventa un malato cronico con notevoli ripercussioni sulla qualità della vita e sui costi economici e sociali che la società deve affrontare.
L’ipercolesterolemia è considerata come uno dei principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari. Ma è davvero così? Il colesterolo è presente in tutti i tessuti: nel cervello, nella bile e nel sangue. È un precursore di molti ormoni ed è utile per la formazione di sali biliari. L’80% viene prodotto dal fegato e solo il 20% proviene dalla dieta. Non risulta però utile escludere drasticamente i grassi dalla dieta per ridurre l’ipercolesterolemia. L’eliminazione dell’eccesso di colesterolo avverrà con uno stimolo epato-bilare e con la scelta di alimenti specifici.
Saranno utili alimenti come i legumi, il pesce, l’orzo, l’avena, la frutta secca, la mela verde, i frutti di bosco, le fragole e il kiwi. Le uova possono essere consumate senza limitazioni. La carne sarà meglio privilegiare quella bianca o con poco grasso. Andranno bene tutte le verdure da consumare a pranzo e cena. Anche il peperoncino sarà molto utile come ipocolesterolemizzante.
Per stimolare il fegato a eliminare l’eccesso di colesterolo sarà utile scegliere come modalità di cottura il metodo ripassato, trifolato o soffritto in olio extravergine di oliva.
Introdurre queste abitudini alimentari per abbassare i livelli di colesterolo è molto importante ma se il paziente ha uno stile di vita non adeguato non elimino il rischio cardiovascolare: fumo, ipertensione, diabete, obesità, sedentarietà e dieta povera di frutta e verdura sono tutti fattori di rischio.
Le strategie di intervento, più che focalizzarsi sulla riduzione del colesterolo totale, dovranno promuovere:
- il miglioramento dell’alimentazione quotidiana
- la riduzione del peso corporeo e dell’apporto calorico totale
- l’incremento dell’attività fisica per aumentare i livelli di colesterolo buono (HDL) e
- il miglioramento del metabolismo glicidico con la riduzione dei livelli di glicemia, insulinemia, e di emoglobina glicata.
Quindi abbassare i livelli di colesterolo è importante ma per comprendere il vero rischio cardiovascolare va fatta da parte degli specialisti della salute un’attenta e accurata valutazione globale del paziente.





